A cura di M. Corvi
La pratica della speleologia in Grigna si focalizza
sulla esplorazione degli abissi e il ritrovamento
di nuovi ingressi. Tuttavia una gran parte del tempo
non viene passato in grotta ne' a far battuta.
Per cominciare ci sono
le marce per salire ai rifugi o per gli avvicinamenti
agli ingressi, per non contare i viaggi in auto per
arrivare al parcheggio dei Cainallo.
Gli zaini sono sempre pieni e pesanti, malgrado
i materiali lasciati nella cantina del Rifugio Bogani.
Durante la stagione speleologica utilizziamo anche
nicchie e alcuni "bivacchi", anfratti nei canaloni delle
creste, come punti d'appoggio.
D'altro canto ci sono le abbondanti cene al rifugio
in compagnia, le notti di riposo prima delle punte,
e le sostanziose colazioni la mattina.
Durante i campi, quando le condizioni del tempo non
permettono di fare attività, si sta; al rifugio
ad aspettare, chiaccherando, e discutendo sovente
non solo di speleologia.
I rifugi sono dei punti di riferimento, come è
naturale per chi va in montagna.
Qui, a volte, capita di conoscere altre persone che vengono in
Grigna per altri scopi che non la speleologia, di poter
fare divulgazione
raccontando loro delle grotte e della speleologia, e anche di
imparare qualcosa dalla loro esperienza.