InGrigna! - Animali

A cura di L. Aimar

Durante le glaciazioni del Quaternario anche la Grigna come tutto il Nord Italia è stata soggetta alla parziale occupazione dei fondovalle da parte delle masse glaciali che scendevano da Nord. Soltanto le porzioni più elevate dei monti sono rimaste libere dai ghiacci (nunatak). Queste oasi territoriali si sono rivelate delle vere e proprie isole di salvezza per la fauna e la flora preglaciali. L’isolamento geografico a cui sono state sottoposte, senza possibilità di accoppiamenti e quindi di scambi genetici tra le popolazioni dei vari nunatak, ha favorito l'evoluzione di razze geografiche, sottospecie o addirittura specie nuove derivanti da un’unica progenitrice. Terminata la fase glaciale, alcune di queste forme con esigenze ecologiche particolari (stenoendemiti) non sono state più in grado di ricolonizzare le aree circostanti e incrociarsi con le altre popolazioni, dando così origine ad endemismi.
La fauna e la flora della Grigna, per le complesse vicende storiche e geologiche del massiccio, si sono dunque sempre rivelate estremamente interessanti all’occhio del naturalista ed in effetti nel corso dei decenni sono state studiate ed analizzate in maniera abbastanza completa ed approfondita. Purtroppo non si può dire altrettanto della variegata fauna che popola il mondo sotterraneo della Grigna. Al proposito non sono mai stati effettuati studi ed uno degli obiettivi del progetto InGrigna! è appunto contribuire a colmare questa lacuna.
L’area ospita numerose popolazioni di pipistrelli che trovano nelle grotte un luogo ideale in cui svernare e riprodursi. Gli incontri in grotta con pipistrelli non sono infrequenti: sono stati osservati in I Ching, Mamalia, I Coltellini, Orione e Fatelodavoi. Le specie più comuni sono il Rinolophus ferrumequinum (Rinolofo Maggiore), il Rhinolophus hipposideros (Rinolofo minore), il Myotis daubentonii (Vespertilio di Daubenton) e il Myotis capaccinii (Vespertilio di Capaccini).
Tra gli invertebrati sono molto comuni, anche alle maggiori profondità, i diplopodi (i cosiddetti “millepiedi”), perlopiù ascrivibili al genere troglobio Polydesmus (Grotta del Cainallo, Ferrara di Mandello, Sandalo Ribelle, Topino e le Giostre, Mamalia, I Ching). La Grigna si trova al limite dell'areale del genere Pseudoboldoria, che è stato segnalato nella Grotta del Cainallo, e in altre cavità minori a quote inferiori. Infine, capita frequentemente di imbattersi in grotta, a poca distanza dall'ingresso, nei ragni troglofili Meta menardi, inconfondibili per i caratteristici bozzoli oblunghi sospesi al soffitto.
Nel 2000 nella grotta Prudenza Sempre è stata raccolta una rara specie di opilionide troglobio, depigmentato e dotato di un paio di appendici a forma di chela particolarmente vistose. L’esemplare è ancora in fase di determinazione, ma si tratta comunque della prima segnalazione di un tale aracnide in Grigna.


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